Avvocati che si occupano di recupero crediti


Il recupero crediti riguarda le situazioni in cui un pagamento dovuto non arriva: una fattura insoluta, un canone di locazione non versato, una somma riconosciuta ma mai corrisposta. L’attività dell’avvocato va dalla diffida stragiudiziale al decreto ingiuntivo, fino all’esecuzione forzata quando il debitore non adempie spontaneamente.

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Avvocati e studi legali


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Studio Legale PTBM

Ordine di appartenenza: Milano e Pavia

⚲ Italia

3793939139

Francesco Caretti

Ordine di appartenenza: Firenze

⚲ Firenze

3285346821

Alessandro Mezzi

Ordine di appartenenza: Roma

⚲ Roma

3929858759

Antonella Quarta

Ordine di appartenenza: Milano

⚲ Milano

02 70006800

Alessia Zitelli

Ordine di appartenenza: Siracusa

⚲ Augusta

3513229854

Domande frequenti sul recupero crediti


Le domande che riceviamo più spesso da chi ha un credito non incassato. Sono informazioni di carattere generale: la valutazione del singolo caso spetta all’avvocato.

Quando conviene rivolgersi a un avvocato per un credito non pagato?

Non esiste una soglia fissa. In genere il momento utile arriva quando i solleciti diretti non hanno prodotto effetto e il debitore smette di rispondere, oppure quando il credito si avvicina al termine di prescrizione. Un intervento legale ha senso anche prima, se serve a interrompere la prescrizione o a mettere per iscritto una posizione che finora è rimasta verbale.

Conta anche il rapporto fra l’importo e i costi prevedibili: su cifre modeste può essere preferibile una soluzione stragiudiziale. È una valutazione che l’avvocato fa caso per caso.

Posso agire se non ho un contratto firmato?

Nella maggior parte dei casi sì. La prova del credito non dipende dall’esistenza di un unico documento sottoscritto: possono concorrere fatture, ordini, e-mail, messaggi, documenti di trasporto, bonifici parziali e il comportamento tenuto dalle parti. Per i crediti fra imprese hanno peso anche le scritture contabili.

Approfondimento: Una fattura non pagata può essere provata anche senza un contratto firmato.

Che cos’è il decreto ingiuntivo?

È un provvedimento con cui il giudice ordina al debitore di pagare, emesso sulla base dei soli documenti prodotti dal creditore e senza che il debitore venga sentito prima. Serve una prova scritta del credito, che deve essere certo, liquido ed esigibile.

Una volta notificato, il debitore ha quaranta giorni per proporre opposizione. Se non lo fa, il decreto diventa definitivo e può essere messo in esecuzione. I tempi di emissione variano da tribunale a tribunale.

Entro quanto tempo devo agire prima che il credito si prescriva?

Dipende dal tipo di credito. Il termine ordinario è di dieci anni, ma per diverse categorie la legge ne prevede di più brevi: fra questi i canoni di locazione e le prestazioni periodiche, i compensi di alcune categorie professionali e i crediti derivanti da trasporto o spedizione. Verificare quale termine si applica al proprio caso è uno dei primi passaggi.

La prescrizione può essere interrotta con un atto formale di costituzione in mora: da quel momento il termine ricomincia a decorrere. È il motivo per cui, anche quando non si vuole ancora andare in giudizio, può essere opportuno intervenire.

Cosa succede se il debitore è irreperibile o ha cambiato sede?

Non significa necessariamente che il credito sia perso. Persone fisiche e società lasciano tracce consultabili: visure camerali, registri immobiliari, banche dati anagrafiche. Esistono inoltre strumenti che consentono all’ufficiale giudiziario di ricercare i beni del debitore.

Approfondimento: Il debitore ha cambiato sede o risulta irreperibile.

Quanto costa recuperare un credito e chi paga le spese?

Le voci sono tre: il compenso dell’avvocato, il contributo unificato dovuto allo Stato, che cresce con il valore della causa, e le spese di notifica. Il compenso viene concordato per iscritto prima dell’incarico: l’avvocato è tenuto a comunicare in anticipo il prevedibile costo complessivo.

Se il giudice accoglie la domanda, di norma condanna il debitore a rifondere le spese legali. Restano però anticipate dal creditore, e il recupero effettivo dipende dalla solvibilità del debitore.

Conviene inviare subito una diffida?

Spesso sì, ma non sempre. Una diffida ben costruita interrompe la prescrizione, fa decorrere gli interessi di mora e in molti casi sblocca il pagamento senza bisogno di andare oltre. In altre situazioni, però, avvisare il debitore può dargli il tempo di rendersi meno aggredibile.

Approfondimento: Agire subito non è sempre la scelta migliore.

Le informazioni riportate hanno finalità divulgativa e non costituiscono consulenza legale. Top-Avvocati non fornisce pareri né valuta i singoli casi: per la propria situazione è necessario rivolgersi direttamente a un avvocato.