Avvocati: come scegliere quello giusto per il tuo caso


Rivolgersi a un avvocato per la prima volta mette a disagio quasi tutti: non si sa da dove cominciare, quanto costerà, né se il proprio problema sia davvero una questione legale. Sono domande legittime, e avere una risposta prima di alzare il telefono rende tutto più semplice.

Qui trovi gli avvocati e gli studi legali pubblicati su Top-Avvocati e una guida sintetica su come orientarti. Ogni professionista è iscritto all’Albo, indica i propri settori di attività, pubblica i propri recapiti e riceve direttamente le richieste. Top-Avvocati non seleziona i professionisti, non entra nel merito delle richieste di assistenza e non interviene nel rapporto tra avvocato e cliente.

Da dove iniziare


1. Capisci di che materia si tratta

Non serve conoscere il nome tecnico. Basta sapere se il problema riguarda la famiglia, il lavoro, un contratto, un immobile, un’eredità o un credito non incassato: è già sufficiente per capire a chi rivolgersi.

2. Verifica se ci sono scadenze

Molti diritti si perdono con il tempo, e alcuni atti vanno contestati entro pochi giorni dalla ricezione. Se hai ricevuto una comunicazione formale, annota la data: è la prima cosa che ti verrà chiesta.

3. Fai il primo contatto

Chiedere informazioni non impegna a nulla e non comporta automaticamente un costo. Un primo scambio serve a capire se il caso rientra nell’attività dello studio e come si può procedere.

Sai già di quale materia hai bisogno? Vai alla sezione dedicata: diritto civile · diritto penale · diritto di famiglia · separazione e divorzio · successioni ed eredità · contratti e obbligazioni · recupero crediti · diritto del lavoro · diritto tributario · diritto amministrativo

Avvocati e studi legali


I professionisti pubblicati, con i loro settori di attività e i recapiti diretti.

Francesco Caretti

Ordine di appartenenza: Firenze

⚲ Firenze

3285346821

Antonella Quarta

Ordine di appartenenza: Milano

⚲ Milano

02 70006800

Andrea Bassetti

Ordine di appartenenza: Verbania

⚲ Arona

0322011368

Alessia Zitelli

Ordine di appartenenza: Siracusa

⚲ Augusta

3513229854

Andrea Chiara

Ordine di appartenenza: Treviso

⚲ Treviso

3470620128

Studio Legale PTBM

Ordine di appartenenza: Milano e Pavia

⚲ Abbiategrasso

3793939139

Alessandro Mezzi

Ordine di appartenenza: Roma

⚲ Roma

3929858759

Come scegliere un avvocato


Le domande che si pone chi non ha mai avuto bisogno di un avvocato, con risposte brevi. Sono informazioni di carattere generale sul rapporto con il professionista.

Come capisco se un avvocato si occupa della mia materia?

Il diritto è vasto e nessuno lo copre per intero: ogni professionista concentra l’attività su alcune aree. La cosa più diretta è chiederlo, oppure guardare quali settori indica sul proprio sito e se pubblica contenuti su quei temi, segno che li frequenta abitualmente.

Una precisazione che aiuta a leggere i profili: “specialista” è un titolo che si consegue con una procedura formale, mentre “esperto” non lo è. La maggior parte degli avvocati indica quindi i propri settori di attività, ed è la formulazione corretta: non dice nulla di negativo sulla competenza.

Un caso a parte è il ricorso in Cassazione, che richiede l’iscrizione all’albo speciale per le giurisdizioni superiori.

Quanto costa un avvocato? Il preventivo è obbligatorio?

Il compenso è liberamente concordato tra le parti. Esistono parametri ministeriali, che però intervengono in via suppletiva quando manca un accordo o quando è il giudice a liquidare le spese.

Il punto che conta: l’avvocato è tenuto a comunicare per iscritto, prima di assumere l’incarico, il prevedibile costo complessivo della prestazione, distinguendo compenso, spese e oneri. È un obbligo di legge, non una cortesia da chiedere con imbarazzo.

Utile farsi indicare separatamente compenso professionale, spese vive, contributo previdenziale e IVA, e che cosa accade se il procedimento prosegue in appello.

Il primo colloquio è gratuito?

Non necessariamente, ed è bene saperlo prima. Se durante il primo incontro l’avvocato esamina i documenti e formula una valutazione, sta già svolgendo attività professionale, che può essere legittimamente remunerata.

Molti studi offrono comunque un primo contatto interlocutorio senza costi, per capire se il caso rientra nella loro attività. Chiederlo apertamente quando si fissa l’appuntamento evita fraintendimenti da entrambe le parti.

Un compenso più alto significa un avvocato più bravo?

No. Il compenso riflette complessità della materia, tempo stimato, valore della controversia e organizzazione dello studio, non la bravura in sé. Scegliere solo in base al prezzo, verso l’alto o verso il basso, è il criterio meno affidabile.

Ciò che conviene confrontare non è la cifra ma che cosa comprende: quali attività sono incluse, quali sono escluse, che cosa accade se il caso si complica. Due preventivi molto diversi spesso descrivono due incarichi diversi, non due livelli di qualità.

Va considerato anche il rischio complessivo: in caso di soccombenza si possono dover rifondere anche le spese della controparte. È un elemento che pesa più della differenza tra due preventivi.

Che cosa valutare al primo incontro?

Se le cose vengono spiegate in modo comprensibile, se le domande ricevono risposta, se vengono illustrati anche i rischi e le alternative alla causa, non solo i vantaggi.

Un elemento da soppesare con attenzione è la risposta immediata e sicura. Le questioni giuridiche richiedono di esaminare i documenti: chi prospetta un esito certo prima di averli letti sta semplificando più di quanto la materia consenta. Nessuno può garantire il risultato di una causa.

Utile portare tutti i documenti, anche quelli che sembrano marginali, e una cronologia scritta dei fatti: permette di usare il colloquio per ragionare sulle soluzioni invece che per ricostruire l’antefatto.

Quanto vale il consiglio di un amico?

È un buon punto di partenza, ma va usato per quello che è. Chi consiglia riporta un’esperienza personale, maturata su un caso diverso dal tuo e in una materia che può non essere la stessa.

Vale la pena verificare comunque che la materia rientri nell’attività di quel professionista, e non escludere altri nomi solo perché non arrivano da una segnalazione.

Posso cambiare avvocato se non mi trovo?

Sì. Il mandato può essere revocato in qualsiasi momento: è un rapporto fondato sulla fiducia e nessuno è vincolato a proseguirlo. Restano dovuti i compensi per l’attività già svolta.

Se il procedimento è in corso, conviene gestire il passaggio con ordine: il nuovo difensore ha bisogno del fascicolo e delle scadenze in essere. Meglio non lasciare vuoti nel mezzo di un contenzioso.

E se non posso sostenere le spese legali?

Esiste il patrocinio a spese dello Stato, che consente a chi si trova al di sotto di una determinata soglia di reddito di essere assistito senza sostenerne il costo. La soglia viene aggiornata periodicamente e il calcolo tiene conto dei redditi di tutti i componenti del nucleo familiare.

Le modalità di domanda variano secondo il tipo di procedimento, e l’avvocato scelto deve essere iscritto nell’apposito elenco. Informazioni e modulistica si trovano presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati del proprio circondario.

Le informazioni riportate hanno finalità divulgativa e non costituiscono consulenza legale. Top-Avvocati non fornisce pareri né valuta i singoli casi: per la propria situazione è necessario rivolgersi direttamente a un avvocato.

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