Caparra confirmatoria e penitenziale hanno conseguenze diverse

La caparra confirmatoria rafforza l’impegno a rispettare il contratto: non attribuisce, da sola, il diritto di cambiare idea pagando una somma. Se il contratto viene eseguito, la caparra si restituisce oppure si considera parte della prestazione dovuta, per esempio del prezzo.

Stretta di mano sopra una scrivania, con documenti sfocati sullo sfondo.

Se chi l’ha versata commette un inadempimento sufficientemente grave, la parte non inadempiente può recedere trattenendola. Se invece è inadempiente chi l’ha ricevuta, l’altra parte può recedere e chiedere il doppio. La parte non inadempiente può scegliere, in alternativa, di chiedere l’esecuzione o la risoluzione del contratto e il risarcimento secondo le regole ordinarie, provando il danno. Non si sommano automaticamente doppio della caparra e ulteriori danni.

La caparra penitenziale funziona diversamente: è il corrispettivo di un diritto di recesso previsto dal contratto. Chi esercita quel diritto perde la caparra versata oppure restituisce il doppio di quella ricevuta, senza che occorra un inadempimento. Vanno comunque rispettati limiti, modalità e termini pattuiti per recedere.

Un semplice acconto non produce gli stessi effetti. Prima di versare denaro o comunicare un recesso, occorre verificare la funzione attribuita alla somma e distinguere il diritto di uscire dal contratto dalle conseguenze di una sua violazione.

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Pubblicato in Contratti e Obbligazioni.