Avvocati che si occupano di diritto societario


Costituzione di società e redazione dello statuto, patti tra soci, conflitti e stalli decisionali, recesso ed esclusione, cessione di quote e partecipazioni, responsabilità di amministratori e organi di controllo, operazioni straordinarie, liquidazione. Sono le questioni che accompagnano un’impresa dalla nascita in avanti.

Buona parte dei conflitti societari non nasce il giorno in cui esplode: nasce anni prima, in uno statuto standard adottato senza pensarci, che non prevede come si esce, come si decide quando i soci sono in parità e che cosa succede se uno non partecipa più. Quando il problema si manifesta, modificare quelle regole richiede proprio il consenso di chi le sta usando a proprio vantaggio.

È un’attività prevalentemente documentale, che si gestisce in buona parte a distanza: l’analisi dello statuto, la redazione dei patti e la valutazione di un’operazione non richiedono presenza quotidiana. In questa pagina trovi gli avvocati e gli studi legali pubblicati su Top-Avvocati che trattano questa materia: ogni professionista è iscritto all’Albo, pubblica i propri recapiti e riceve direttamente le richieste. Top-Avvocati non seleziona i professionisti, non entra nel merito delle richieste di assistenza e non interviene nel rapporto tra professionista e cliente.

Per contratti commerciali e condizioni generali, vedi contratti e obbligazioni. Per crediti non incassati, vedi recupero crediti. Per accertamenti e contenzioso fiscale, vedi diritto tributario.

Avvocati e studi legali


I professionisti che presidiano questa materia, con i rispettivi recapiti diretti.

Studio Legale PTBM

Studio Legale diritto societario Milano

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âš² Abbiategrasso

3793939139

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Avvocato diritto societario Como

Ordine di appartenenza: Como

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âš² Como e provincia

3315985234

Benedetta Breschi

Avvocato diritto societario Prato

Ordine di appartenenza: Prato

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âš² Prato, Firenze, Pistoia

3357485616

Giovanni Ettore Sipoli

Avvocato diritto societario Crotone

Ordine di appartenenza: Crotone

Sede dello studio: Piazza Alcide de Gasperi 23, Crotone

âš² Crotone, Catanzaro e Cosenza

3923656636

Riccardo Incanti

Avvocato diritto societario Roma

Ordine di appartenenza: Roma

Sede dello studio: Largo G. Gonzaga del Vodice 2, Roma

âš² Roma, Frosinone

3490849041

Domande frequenti sul diritto societario


Le questioni che ricorrono più spesso tra soci, amministratori e imprese. Sono informazioni di carattere generale: molto dipende dal tipo di società e dalle previsioni dello statuto, e la valutazione spetta al professionista.

Serve un avvocato, se ho già il commercialista e il notaio?

I tre ruoli non si sovrappongono. Il notaio riceve l’atto e ne garantisce la regolarità formale; il commercialista segue contabilità, bilanci e adempimenti fiscali; l’avvocato lavora sul contenuto delle regole: che cosa prevede lo statuto, come sono ripartiti i poteri, che cosa accade nelle situazioni che prima o poi si presentano.

Nella pratica collaborano, e sulle operazioni rilevanti è normale che lavorino insieme. La differenza si vede soprattutto nel momento in cui qualcosa va storto: la qualità delle clausole scritte anni prima determina quali strumenti si hanno a disposizione.

Quale forma societaria conviene scegliere?

La scelta si fa su quattro elementi: come viene limitata la responsabilità dei soci per i debiti sociali, quanto capitale serve, quali costi e adempimenti comporta la gestione, e quanto si vuole che la governance sia flessibile o strutturata.

Le società di capitali separano il patrimonio dei soci da quello sociale, le società di persone no o solo in parte. All’interno delle società di capitali esistono poi varianti pensate per ridurre i costi di avvio, che però comportano vincoli su statuto e composizione della compagine.

Un aspetto spesso sottovalutato: la forma incide anche su quanto sarà semplice far entrare un nuovo socio o uscire. Chi prevede una crescita o un ingresso di capitali dovrebbe tenerne conto fin dall’inizio.

A che cosa serve un patto tra soci?

Serve a regolare ciò che lo statuto non dice o non può dire: come si vota su determinate materie, che cosa succede se un socio vuole vendere, come si gestisce lo stallo quando le quote sono in parità, quali impegni assume ciascuno in termini di lavoro o di apporto.

Ha però un limite da conoscere: vincola chi lo firma, non la società. La violazione di un patto dà diritto al risarcimento ma non rende automaticamente invalida la decisione presa in assemblea. Per alcune previsioni è quindi preferibile inserirle direttamente nello statuto, e la legge pone inoltre limiti di durata per determinati tipi di società.

I soci non vanno più d’accordo: quali strade esistono?

Dipende da che cosa prevede lo statuto, ed è il motivo per cui conviene leggerlo prima di qualunque altra mossa. Gli strumenti possibili sono il recesso nei casi consentiti dalla legge o dallo statuto, la cessione della quota con le eventuali clausole di prelazione o gradimento, l’esclusione quando è prevista e ricorre una giusta causa, fino allo scioglimento.

Il caso più difficile è lo stallo tra soci in parità, perché nessuno può deliberare e la società rischia di paralizzarsi. Se lo statuto non prevede un meccanismo di uscita, le vie residue sono lente e costose: è la ragione per cui questa clausola andrebbe scritta quando i rapporti sono buoni.

Va considerata anche la valutazione della quota, che è spesso il vero terreno di scontro: i criteri possono essere fissati in anticipo, evitando una perizia contestata da entrambe le parti.

Quando un amministratore risponde con il proprio patrimonio?

La limitazione di responsabilità riguarda i soci, non protegge l’amministratore dalle conseguenze del proprio operato. Chi amministra risponde verso la società per la violazione dei doveri imposti dalla legge e dallo statuto, e in determinate condizioni anche verso i creditori sociali e verso i singoli soci o terzi direttamente danneggiati.

Due situazioni ricorrenti: la prosecuzione dell’attività quando sarebbe stato doveroso attivarsi per la perdita del capitale, e le operazioni compiute in conflitto di interessi. Rileva inoltre chi amministra di fatto, anche senza una nomina formale.

Chi riceve una contestazione, o sta valutando di lasciare l’incarico, dovrebbe farsi assistere prima di agire: le dimissioni non cancellano la responsabilità per il periodo in cui si è amministrato.

Che cosa sono gli assetti organizzativi adeguati e chi deve averli?

Chi gestisce un’impresa in forma societaria o collettiva è tenuto a dotarsi di assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati alla natura e alle dimensioni dell’attività, anche allo scopo di rilevare tempestivamente i segnali di crisi e la perdita della continuità aziendale.

Non è un obbligo riservato alle grandi imprese: riguarda anche le società piccole, in misura proporzionata. In concreto significa avere strumenti che permettano di accorgersi per tempo di uno squilibrio, e averne traccia. L’assenza di assetti adeguati è uno degli elementi su cui si fonda l’azione di responsabilità quando le cose vanno male.

Comprare o vendere quote: che cosa va verificato prima?

Prima ancora del prezzo, va letto lo statuto: clausole di prelazione, gradimento o limiti al trasferimento possono condizionare o impedire l’operazione, e ignorarle espone a contestazioni da parte degli altri soci.

Chi acquista subentra in una situazione che non ha costruito: contenziosi in corso, debiti fiscali e contributivi, garanzie prestate, contratti con clausole che si attivano al cambio di controllo, rapporti di lavoro. Una verifica preventiva serve a conoscerli, e le garanzie contrattuali a distribuire il rischio di ciò che dovesse emergere dopo.

Anche chi vende ha interesse a definirle con precisione: garanzie formulate in modo generico possono tenerlo esposto per anni dopo la cessione.

Le informazioni riportate hanno finalità divulgativa e non costituiscono consulenza legale. Regole e conseguenze variano secondo il tipo di società e le previsioni statutarie: Top-Avvocati non fornisce pareri né valuta i singoli casi, e per la propria situazione è necessario rivolgersi direttamente a un avvocato.