Ha ricevuto un avviso di accertamento intestato alla Sua società?

Il rischio non riguarda soltanto la pretesa nei confronti della SRL. La domanda che conta davvero è un’altra: fino a che punto quella richiesta può arrivare al patrimonio personale di soci e amministratori?

I termini per reagire sono stretti — di norma 60 giorni dalla notifica — e trascorsi senza opposizione l’atto diventa definitivo ed esecutivo. Prima si interviene, più ampie restano le possibilità di difesa.

Se preferisce, può esporci la Sua situazione: valuteremo insieme l’atto ricevuto e le vie percorribili.

    Hai ricevuto un atto?






    Cosa succede se non si interviene

    L’avviso di accertamento è un atto immediatamente esecutivo. Se non viene impugnato nei termini, la pretesa si consolida e l’Agenzia delle Entrate-Riscossione può procedere al recupero coattivo.

    Questo significa, in concreto, l’esposizione a misure che incidono direttamente sull’operatività dell’impresa: iscrizione a ruolo, ipoteca, fermo amministrativo sui mezzi aziendali, pignoramento del conto corrente della società o presso terzi.

    È per questo che i termini non vanno lasciati decorrere: ogni giorno riduce le opzioni disponibili.

    Fin dove arriva la responsabilità in caso di accertamento alla SRL

    Uno degli aspetti che genera maggiore preoccupazione, di fronte a un accertamento fiscale rivolto alla società, riguarda la posizione personale di chi la amministra e di chi ne detiene le quote.

    La società a responsabilità limitata nasce, per sua natura, per tenere distinto il patrimonio dell’impresa da quello delle persone che vi partecipano. Questa separazione, tuttavia, non è assoluta: esistono situazioni in cui la responsabilità può estendersi, a determinate condizioni, agli amministratori o ai soci.

    Comprendere in quale di queste situazioni ci si trovi è il primo passo per impostare una difesa efficace e per valutare correttamente il livello di rischio.

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    Quando l'amministratore può rispondere personalmente

    In presenza di determinati presupposti, la posizione dell’amministratore può assumere rilievo anche sul piano personale. Le circostanze concrete e la condotta tenuta assumono un peso determinante, ed è opportuno valutarle caso per caso con un professionista.

    I soci di SRL a ristretta base

    Nelle società con un numero ridotto di soci, l’accertamento nei confronti della società può riflettersi sulla posizione dei soci stessi. Si tratta di situazioni delicate, oggetto di specifica attenzione anche in sede giurisprudenziale, in cui la difesa richiede un’analisi accurata degli elementi disponibili.

    Società di persone

    Per le società di persone valgono principi in parte diversi, legati al meccanismo di imputazione del reddito. Ne parliamo in modo dedicato in un approfondimento specifico.

    Tipi di accertamento

    Non tutti gli accertamenti hanno la stessa natura, e la tipologia incide sulle possibilità di difesa.

    L’accertamento analitico ricostruisce il reddito partendo dalle singole voci contabili.

    L’accertamento sintetico lo determina sulla base di indici e presunzioni.​

    L’accertamento induttivo è quello che desta maggiore attenzione: nella sua forma più incisiva — il cosiddetto induttivo ‘puro’ — consente all’Ufficio di prescindere in tutto o in parte dalle scritture contabili.​

    Proprio in questi casi assume rilievo un profilo difensivo concreto: il riconoscimento dei costi correlati ai maggiori ricavi contestati, tema su cui si gioca spesso una parte importante della difesa.

    Come ci si difende

    Di fronte a un avviso di accertamento le strade percorribili sono diverse, e la scelta dipende dal caso concreto.

    Il primo passo è l’analisi dell’atto: la verifica della regolarità della notifica, della completezza della motivazione e del rispetto dei termini di decadenza può far emergere vizi rilevanti.

    Sul piano dell’opposizione, è possibile proporre ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria entro i termini di legge; per le controversie oltre una determinata soglia l’assistenza tecnica di un difensore abilitato è obbligatoria. In presenza di un rischio concreto di azioni esecutive, si può chiedere la sospensione dell’atto a tutela del patrimonio.

    Non sempre la via è il contenzioso: strumenti come l’accertamento con adesione o l’autotutela possono, nei casi idonei, condurre a una definizione diversa. Nelle situazioni di debito più strutturato può inoltre rilevare la transazione fiscale.”

    Avvocato Pier Paolo Perin Roma

    Chi La assiste

    Lo Studio Legale Perin & Associati riunisce professionisti con oltre trent’anni di esperienza nei settori del diritto tributario, del diritto internazionale, della tutela di marchi e brevetti e della normativa sulla privacy.

    L’attività dello Studio si rivolge principalmente a imprese e start-up, offrendo assistenza sia in ambito consulenziale sia nel contenzioso, con un approccio mirato alla prevenzione dei rischi legali e alla tutela degli interessi aziendali.

    Nel campo del diritto tributario, lo Studio assiste anche privati in questioni connesse all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, offrendo soluzioni concrete e personalizzate per la gestione di contenziosi e situazioni debitorie.

    Domande frequenti

    In linea generale è la società a rispondere delle proprie obbligazioni con il suo patrimonio; in presenza di specifici presupposti la responsabilità può però estendersi ad altri soggetti. È un profilo da valutare caso per caso.

    Solo in presenza di determinate condizioni la posizione dell’amministratore può assumere rilievo patrimoniale personale. La valutazione dipende dalla condotta e dalle circostanze concrete.

    I profili di rischio variano a seconda della situazione. Un’analisi puntuale consente di individuarli e di impostare le tutele opportune.

    Oltre alla pretesa per imposte, sanzioni e interessi, il mancato intervento nei termini espone al recupero coattivo con possibili ipoteche, fermi e pignoramenti. Agire per tempo amplia le possibilità di difesa.

    È una situazione che richiede cautela: la chiusura non fa necessariamente venire meno le posizioni debitorie, e vanno valutati gli effetti sui soggetti coinvolti.

    Di norma il ricorso va proposto entro 60 giorni dalla notifica. È un termine da rispettare con attenzione: il suo decorso rende l’atto definitivo.

    Se ha ricevuto un avviso di accertamento, il fattore più importante è il tempo.

    Ci esponga la Sua situazione: valuteremo l’atto e le possibilità di difesa più adatte al Suo caso.

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