
Le infiltrazioni vanno documentate prima di attribuire la responsabilità
Una macchia sul soffitto non dimostra, da sola, che il responsabile sia il vicino del piano superiore. Occorre individuare l’origine dell’acqua: una tubazione privata, la colonna condominiale, il tetto o una terrazza che copre l’edificio.

In generale risponde chi ha la custodia della parte che ha provocato il danno: può essere il proprietario, per un impianto privato, oppure il condominio, per una parte comune. Il custode può liberarsi dalla responsabilità provando il caso fortuito, ossia un evento esterno imprevedibile e inevitabile. Per una terrazza di copertura a uso esclusivo possono concorrere le responsabilità del titolare e del condominio.
Chi chiede il risarcimento deve provare il danno e il collegamento con la sua causa; non deve necessariamente dimostrare una manutenzione negligente. Fotografie datate, segnalazioni scritte, relazioni tecniche e documenti sulle spese sostenute aiutano a ricostruire i fatti. Le fotografie, però, documentano soprattutto gli effetti: per individuare la provenienza dell’infiltrazione può servire un accertamento tecnico.
Prima di ripristinare le superfici conviene conservare le prove, senza rinviare gli interventi urgenti.
Individuare la causa e documentare il danno permette di indirizzare correttamente la richiesta di riparazione e risarcimento.


