Spese non pagate: i poteri dell’amministratore e le iniziative del condomino

Le spese non pagate da un condomino non autorizzano gli altri a interrompere i versamenti. L’amministratore deve attivarsi per recuperare il credito e, salvo espressa dispensa dell’assemblea, avviare la riscossione forzosa entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio contabile nel quale rientrano le somme già dovute. Non significa che debba aspettare sei mesi prima di agire. Lettera su una scrivania in legno, accanto a una busta e a una penna.

Con un riparto approvato dall’assemblea può ottenere, senza un’ulteriore autorizzazione, un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo, utilizzabile per procedere al pignoramento nel rispetto delle regole processuali.

Il singolo condomino può chiedere chiarimenti e documenti contabili, sollecitare per iscritto il recupero e portare il problema all’attenzione dell’assemblea. Se l’inerzia dell’amministratore integra gravi irregolarità, può valutare una richiesta di revoca giudiziale. Non può invece riscuotere in proprio l’intero credito del condominio.

Chi paga regolarmente non è del tutto al riparo dalle conseguenze: i creditori del condominio devono prima tentare il recupero nei confronti dei morosi, ma, alle condizioni previste dalla legge, possono poi agire anche verso gli altri obbligati.

Per valutare l’iniziativa più utile occorre ricostruire importi, scadenze e attività di recupero già svolte.

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