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Accettare o rinunciare all’eredità richiede una verifica preventiva

Prima di accettare un’eredità occorre capire quali beni, crediti e debiti abbia lasciato il familiare. La presenza di una casa non significa, da sola, che l’eredità sia conveniente: possono esserci mutui, altri debiti o difficoltà nel vendere.

Documento testamentario su una scrivania in legno, accanto a una penna stilografica.

Con l’accettazione pura e semplice si risponde dei debiti ereditari anche con il proprio patrimonio. L’accettazione può essere tacita: vendere un bene del defunto, per esempio, può valere come accettazione anche senza una dichiarazione formale. Una volta accettata l’eredità, non è più possibile rinunciarvi.

La rinuncia richiede una dichiarazione davanti a un notaio o al cancelliere del tribunale competente; non basta comunicarla ai familiari. Non permette di conservare i beni rinunciando soltanto ai debiti.

Se il quadro è incerto, si può valutare l’accettazione con beneficio d’inventario, che limita la responsabilità per i debiti entro il valore dei beni ereditati, purché siano rispettate le regole previste. Il termine ordinario per accettare è dieci anni, ma il possesso di beni ereditari o un termine fissato dal giudice possono imporre di decidere molto prima.

Prima di firmare o disporre dei beni, occorre verificare patrimonio, comportamenti già compiuti e scadenze applicabili.

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Pubblicato in Successioni Ereditarie.