Controllo Sui Conti Correnti Retroattivo

il controllo sui conti correnti è retroattivo secondo la legge

Il controllo sui conti correnti è retroattivo?

La lotta all'evasione in Italia è da sempre uno degli obiettivi dichiarati, seppure con toni e accenti differenti, da tutti i Governi che si sono succeduti.

Grazie alla Legge di Stabilità del 2016, il fisco, avrà uno strumento in più, ovvero le indagini sui conti correnti. Ma quali saranno i limiti e le conseguenze?

La retroattività dei controlli

Pur essendo una novità che è entrata in vigore nel 2017, prima in forma sperimentale e poi con modalità sempre più penetranti, l’Agenzia delle Entrate potrà esercitare il suo controllo non solo da oggi per il futuro, ma anche per le annualità precedenti.

In particolare il fisco potrà scandagliare i conti correnti bancari, estendendo la sua ricerca all'indietro fino a 6 anni nel caso di omessa dichiarazione, ovvero 4 anni nel caso di dichiarazione irregolare.

In sostanza, nei casi in cui ciò sarà possibile, potrà controllare i conti correnti a partire dal 2013.

Nessuna autorizzazione del magistrato

Per farlo, l’Agenzia delle Entrate non avrà bisogno dell’autorizzazione di un Magistrato, ma le sarà sufficiente dotarsi del parere autorizzativo della Direzione regionale competente.

I destinatari di questo tipo di verifica potranno essere sostanzialmente tutti: imprenditori, liberi professionisti, lavoratori dipendenti e pensionati.

L’indagine non potrà essere eseguita con modalità casuali, ma dovrà essere eseguita partendo da elementi che siano indicatori di incongruenze fra quanto dichiarato e le spese effettivamente sostenute. Una discrepanza fra i guadagni dichiarati e lo stile di vita che viene condotto insomma.

Fra i segnali che potranno essere assunti per svolgere ulteriori verifiche, ci sono bonifici e movimenti sospetti quali il versamento in contanti di somme ingenti e investimenti superiori a quelli giustificabili con i redditi dichiarati.

Per accedere a questo tipo di informazioni, l’Agenzia delle Entrate potrà attingere le informazioni direttamente dall'anagrafe dei rapporti finanziari senza dover quindi accedere presso le banche e gli Istituti di credito. Un accorciamento dei tempi e, si spera nelle intenzioni del legislatore, un modo per rendere più efficace l’azione di verifica.

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