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LE CARATTERISTICHE DELL'AVVOCATO IDEALE

Come scegliere il vostro avvocato di fiducia

COMPETENZA

La legislazione italiana ha una delle più ampie regolamentazioni in Europa. Sarebbe impossibile pretendere da un unico avvocato l'essere competente in tutte le materie del Diritto. C'è chi ha accumulato maggior esperienza e specializzazione in una certa materia come il Diritto del Lavoro nell'ambito del Diritto Civile mentre altri hanno conoscenze approfondite nel ambito del Diritto Ambientale del Diritto Amministrativo e cosi via. Il nostro obiettivo è quello di aiutarvi di trovare l'avvocato con la competenza più adatta al vostro caso.

PROFESSIONALITÀ

Nell'ultimo decennio, con la liberalizzazione della professione forense c'è stato un aumento esponenziale degli avvocati iscritti all'Albo. Certamente, come insegna la legge del mercato libero, un numero maggiore di offerte abbassa il prezzo del servizio. Si deve, però, fare attenzione in quanto il prezzo più basso non sempre equivale a risultati migliori per i vostri interessi. Pertanto, essere seguiti e consigliati bene è meglio scegliere la professionalità sul prezzo. Sarete pienamente compensati dai risultati ottenuti.

EMPATIA

Il vostro avvocato deve essere competente e professionale, però non deve assolutamente mancare dell'empatia. Nella maggior parte dei casi, una persona si rivolge ad un avvocato in quanto si trova in una situazione di conflitto o in quanto vorrebbe prevenire una situazione di conflitto. Come potrebbe consigliarvi il vostro avvocato al meglio e nel vostro interesse se mancasse la capacità di comprendere il lato umano di ogni conflitto, quindi non vi fosse empatia.

LE CARATTERISTICHE DELL'AVVOCATO IDEALE

Come scegliere il vostro avvocato di fiducia

La legislazione che si occupa degli aspetti della disciplina dei matrimoni, delle separazioni e dei divorzi è il primo libro del codice civile, intitolato libro “Delle persone e della famiglia”.

Unirsi in matrimonio, oltre ad essere una scelta importante come risultato di sintonia tra due persone, significa anche di assumere dei diritti e dei doveri. In base al principio dell'uguaglianza i diritti e doveri sono le medesime sia per il marito che per la moglie.

Quali sono i doveri coniugali per legge?

Come si legge nel titolo VI del libro delle persone e della famiglia” del codice civile i doveri, in breve sintesi comprendono l’obbligo reciproco alla fedeltà, alla coabitazione, all’assistenza materiale e morale in caso di necessità e alla contribuire ognuno con i propri mezzi e capacità ai bisogni della famiglia.

Il mancato rispetto di questi doveri consente al coniuge di chiedere il divorzio.  

La Separazione

La separazione legale è il provvedimento con cui il giudice autorizza i coniugi a vivere separati e stabilisce le condizioni per l'affidamento dei figli minori, l'assegnazione della casa familiare e l'eventuale pagamento di un assegno di mantenimento da parte di un coniuge in favore dell'altro e dei figli.

Esistono due tipi di separazione legale, quella consensuale in cui i coniugi sono d'accordo su come regolare i loro rapporti e chiedono che il Tribunale prenda atto della loro volontà e quella giudiziale in cui invece questo accordo non c'è ed è il Tribunale che decide, dopo gli opportuni accertamenti, le condizioni della separazione. Recentemente, con il decreto legge 12.09.2014 n. 132, convertito nella  legge 10.11.2014 n. 162 (pdf, 73.0 KB), all'art. 12 del capo III, sono state introdotte novità riguardanti la separazione consensuale, per cui i coniugi che arrivano ad una separazione consensuale possono scegliere di:

  • presentare la domanda (ricorso) congiunta  al Tribunale, attivando la procedura già regolata dal codice civile, oppure
  • intraprendere la procedura di negoziazione assistita da almeno due avvocati, uno per ogni coniuge, secondo le nuove disposizioni della legge

Inoltre, solo per il caso in cui non vi siano figli minori, figli maggiorenni incapaci o portatori di handicap grave ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della  legge 5 febbraio 1992, n. 104 (pdf, 177.5 KB), ovvero economicamente non autosufficienti, i coniugi possono optare per la procedura davanti all’Ufficiale dello Stato civile del Comune di residenza.

I cittadini stranieri, di un paese aderente all’Unione Europea, residenti in Italia, possono ottenere la separazione consensuale o giudiziale in Italia anche se l’istituto della separazione non è prevista dalla legge del paese in cui è stato celebrato il matrimonio per la disposizione dell’art.8 reg. UE 1259/10 in vigore dal 21/6/2012,e per il disposto dell’art.31 ,secondo comma ,l. 218/95.

Ricorso per separazione consensuale

Ricorso per separazione consensuale

La separazione consensuale regolata dall’art. 158 c.c. presuppone l’avvenuto raggiungimento di un accordo tra i due coniugi sulle condizioni riguardanti i loro rapporti personali e patrimoniali i rapporti di ciascuno dei coniugi con i figli: detto accordo non ha alcun effetto senza l’omologazione del competente Tribunale.

In linea generale, la via della separazione consensuale, quando è percorribile, è sempre da preferire in quanto riduce le tempistiche ed i costi del processo, oltre a favorire rapporti più sereni ed improntati ad una reciproca collaborazione tra i coniugi, che potrebbero venir meno in caso di separazione giudiziale.

L’accordo tra i coniugi può avvenire, con l’assistenza dei rispettivi legali, anche in corso di causa di separazione contenziosa : in tal caso la separazione, iniziata come giudiziale, verrà definita come separazione consensuale.

L’eventuale riconciliazione tra i coniugi comporta l’abbandono della domanda di separazione personale già proposta (art. 154 c.c.).

 

Ricorso per separazione giudiziale

Ricorso per separazione giudiziale

Se l’accordo tra i coniugi, per un qualsivoglia motivo, non può essere raggiunto, la separazione dovrà necessariamente avvenire in modo giudiziale (art. 151 c.c.), ossia le condizioni della separazione verranno stabilite dal competente Tribunale, che potrà essere adito tutte le volte in cui si verificano, anche indipendentemente dalla volontà di uno o di entrambi i coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della convivenza o da recare grave pregiudizio all’educazione della prole.

La procedura deve essere iniziata da uno dei due coniugi, sempre con l’ausilio di un legale.

 

Separazione con negoziazione assistita

Con l'entrata in vigore del Decreto legge n. 132/2014 convertito con Legge 162/2014 in alternativa alle procedure giudiziali previste dal codice civile in caso di separazione e dalla legge 898/1970 in caso di divorzio, è possibile per i coniugi che intendano separarsi o divorziare consensualmente negoziare tra di loro un accordo con l’assistenza di almeno  un legale per parte.

L’accordo raggiunto a seguito di negoziazione assistita da avvocati è equiparati ai provvedimenti giudiziali che definiscono i procedimenti di separazione personale, di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio.

L’art. 6 della Legge n. 162/2014 prevede, a decorrere dall’11/11/2014, la convenzione di negoziazione assistita da almeno un avvocato per parte per le soluzioni consensuali di separazione personale, di divorzio e di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio.

I presupposti per la proposizione della domanda  sono i tempi dettati dall'art. 1 della Legge n. 55/2015.

La procedura prevede che

  1. l’accordo debba essere munito di nulla osta rilasciato dalla Procura della Repubblica in caso di
  • in assenza di figli;
  • in assenza di figli minori;
  • in presenza di figlio maggiorenne autosufficiente non portatore di handicap grave;
  1. b) debba essere munito di un’autorizzazione rilasciata dalla Procura della Repubblica (previa valutazione dell’interesse dei figli) in caso di
  • presenza di figli minori;
  • figli maggiorenni portatori di handicap grave;
  • figli maggiorenni non autosufficienti;

Il Divorzio

Conoscete i vostri diritti

In Italia l’Istituzione del divorzio è stato introdotto solo dagli anni 70 del precedente secolo e da allora ha subito notevoli modifiche. A partire dalla classica impostazione dove prima di poter ottenere il divorzio definitivo c’era obbligatorio di attendere 3 anni in stato di separazione con l’intento di proteggere il nucleo familiare e lasciare tempo al ripensamento soprattutto per coppie con figli minori. Poi, però nel 2015 è stato introdotto il cosiddetto divorzio breve che ha introdotto importanti novità sia per i tempi per ottenere il divorzio ma non solo. Attualmente, con le leggi vigenti si può arrivare al divorzio in 6 mesi in caso di separazione consensuale ed in 12 mesi con la separazione giudiziale.

Che forme di divorzio sono disponibili?

Secondo all’attuale ordinamento ci sono due tipi di divorzio, quello congiunto e quello giudiziale.

Il divorzio congiunto, dove le parti trovano un accordo sulle condizioni con cui terminare il matrimonio. Questa forma di divorzio è quella più breve e più economica, soprattutto se è stato preceduto da una separazione consensuale.

Al contrario, nel caso del divorzio giudiziale le parti si rivolgono al tribunale perché non riescono trovare un accordo o perché uno delle parti si oppone al matrimonio.

 

Divorzio consensuale si può fare senza avvocato?

 

Di recente è stato introdotto la possibilità di sciogliere i legami di matrimonio in modo consensuale anche senza l’assistenza di un legale. Per poter usufruire di questa soluzione però devono sussistere certe condizioni. Tra cui il più importante è quello che non devono esserci figli minori.

Affidamento dei figli minori

Per partire con il piede giusto

Cosa dicono le statistiche riguardo ai matrimoni in Italia

Per partire con il piede giusto

Dal rapporto dell’ISTAT del 2018 sono emersi dati sull’andamento dei matrimoni in Italia che meritano attenzione. Innanzitutto, si sono registrati un numero notevolmente minore di matrimoni mentre il numero dei divorzi è aumentato del 400% rispetto al 1991, cioè di appena 27 anni fa. Le coppie si sposano sempre più tardi, e devono affrontare sempre più difficoltà per poter costruire e mantenere una famiglia.

L’introduzione del divorzio breve ha aumentato il numero dei divorzi del 57 per cento rispetto all’anno precedente alla sua introduzione.

Curiosità

191.287

matrimoni celebrati nel 2017

82.467

divorzi all'anno

Notizie diritto della famiglia

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